Current doctoral theses
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Gaetano Cascino - I visitatori dei musei di Roma nel secondo Ottocento, prima e dopo il 1870
Supervisor: Prof. Carla Mazzarelli
Co-Supervisor: Prof. Giovanna Capitelli (Università Roma Tre)
Research project: I visitatori dei musei di Roma nel secondo Ottocento, prima e dopo il 1870
Inserita nel progetto finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero Visibility Reclaimed.Experiencing Rome’s First Public Museums (1733-1870). An Analysis of Public Audiences in a Transnational Perspective (progetto FNS-100016_212922, direzione: Carla Mazzarelli), la ricerca desidera rileggere la storia dei musei pubblici di Roma nei tumultuosi decenni compresi tra il 1850 e il 1890–dal progressivo indebolimento del potere temporale della Chiesa sino all’annessione dell’Urbe al Regno d’Italia - attraverso una lente per certi aspetti ancora poco impiegata per lo studio e la conoscenza delle istituzioni museali del XIX secolo: quella del ruolo del pubblico dei visitatori e delle modalità di fruizione e di ricezione degli spazi in cui le opere d’arte vengono, ad un tempo, conservate ed esposte. A fondamento della ricerca si pone una serie di fonti primarie, come le richiestee i permessi concessiper accedereai museie le memorie del Primo custode dei musei Vaticani Demetrio Mazzoni, vagliatesecondo una prospettiva comparativacon altre geografie italiane ed europee.
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Federica Chiappetta - Gli interventi di restauro sugli edifici medievali di Roma tra l’avvento del fascismo e il secondo dopoguerra. I valori espressi nella pratica istituzionale di Alberto Terenzio in relazione ai principi enunciati dalle teorie del restauro
Supervisor: Prof. Daniela Mondini
Research project: Gli interventi di restauro sugli edifici medievali di Roma tra l’avvento del fascismo e il secondo dopoguerra. I valori espressi nella pratica istituzionale di Alberto Terenzio in relazione ai principi enunciati dalle teorie del restauro
Il progetto di ricerca intende contribuire alla conoscenza delle pratiche di restauro impiegate sugli edifici medievali di Roma, attraverso la lunga e operosa attività di Alberto Terenzio (Piacenza 1885- Roma 1957), direttore della Regia Soprintendenza ai monumenti medievali e moderni di Roma e del Lazio dal 1928 al 1952. Lo studio vuole tentare di tracciare il percorso evolutivo dei valori che hanno, in quegli anni di grandi e tumultuosi cambiamenti, indirizzato i restauri del soprintendente di Roma attraverso un’imprescindibile apertura al confronto con il panorama europeo a lui contemporaneo. A partire dai primi lineamenti normativi e pragmatici della tutela nell’Italia unitaria, la ricerca mira quindi a chiarificare il susseguirsi dei modi di restaurare le fabbriche medievali in relazione alla definizione della “moderna scuola del restauro” di Camillo Boito (1836-1914), contrapposta alla “vecchia” della Circolare Fiorelli (1882), alle trasformazioni di epoca fascista e all’indomani delle analisi prodotte dall’esperienza delle riformulazioni teoriche del periodo postbellico, ponendo quei metodi a paragone con i valori che hanno orientato, in quegli stessi anni, i criteri di restauro impiegati per la conservazione e la tutela degli edifici medievali nelle altre grandi capitali d’Europa.
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Fabrizio Gitto - La fotografia d’autore sulle riviste di architettura in Italia: contesti, personalità e narrazioni (1975-2010)
Supervisor: Prof. Daniela Mondini
Research project: La fotografia d’autore sulle riviste di architettura in Italia: contesti, personalità e narrazioni (1975-2010)
La ricerca indaga in maniera sistematica e approfondita il ruolo della fotografia d’autore nei periodici di architettura in Italia tra la metà degli anni Settanta del Novecento e il primo decennio del nuovo millennio. Con questo studio si intende dimostrare come le riviste italiane di settore siano state per decenni tra gli strumenti più efficaci per veicolare e sviluppare la cultura fotografica contemporanea, rappresentando ancora oggi spazi di confronto dove sperimentare nuove modalità operative nel crocevia tra architettura, fotografia, editoria e grafica. Attraverso l’esame di riviste selezionate, materiali d’archivio e testimonianze orali si proporranno letture interdisciplinari in merito alla rappresentazione fotografica dell’ambiente costruito. Il risultato ottenuto sarà un bagaglio inedito di conoscenza sulla produzione professionale delle fotografe e dei fotografi coinvolti, sulla natura dei loro interventi e sui rapporti di collaborazione con le altre professionalità presenti all’interno degli staff editoriali.
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Lisa Henicz - Images of Modern Switzerland. Aerial Photographs of Walter Mittelholzer
Relatrice: Prof. Sonja Hildebrand
Co-Relatrice: Prof. Katrin Albrecht (Ostschweizer Fachhochschule)
The Swiss aeronaut Walter Mittelholzer (1894 – 1937) was one of the pioneers of aerial photography and co-founder of Ad Astra-Aero and later Swissair Photo AG. His entrepreneurial and photographic talent as well as his widely published reports on his aerial endeavours above alpine landscapes, the Arctic, and the African continent, elevated his figure to a national hero at home. Aerial photography has since influenced our perception of the world. However, despite its significance, a transdisciplinary study of the spatial revolution initiated by aeronautics in the early 20th century, especially concerning architecture and urbanism, has yet to be written. My doctoral thesis will systematically investigate Mittelholzer’s archived domestic photographs and their effect on the development of modern Switzerland.
This dissertation will study the impact of aerial photography on urban design and architecture, with Mittelholzer as its central figure. By tracing Mittelholzer's life and oeuvre, the doctoral project will delve into the multifaceted aspects of his contributions to and documentation of urban planning and the national development of a Swiss identity in the first half of the 20th century. Mittelholzer's transition from military aerial surveillance to civil aerial photography exemplifies a pivotal moment in the evolution of this medium. Through an exploration of his meticulously captured images of Swiss industrial complexes, towns, and infrastructure, my dissertation aims to uncover the role of aerial photography as a tool for urban planning. Furthermore, the doctoral thesis scrutinizes Mittelholzer's agency as both an author and aeronaut, examining his relationships with contemporaries, industrialists, and the public reception of his work. By analysing the intentions behind commissioning aerial photographs and their subsequent use in planning practices, the research seeks to elucidate Mittelholzer's impact on shaping the Swiss self-image.
My research question posits Mittelholzer's aerial photography as a catalyst for constructing Swiss architecture and identity, while my hypothesis suggests its significant impact on urban planning and the documentation of Switzerland's modernization. Ultimately, this dissertation aims to contribute to a deeper understanding of the role of aerial photography in shaping national identities and urban landscapes during the inter-war period.
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Elisa Malnati - Raubkunst: il mercato dell'arte e le acquisizioni illecite nella Svizzera Italiana tra il 1940 e il secondo dopoguerra
Supervisor: Prof.ssa Carla Mazzarelli
Co-supervisor: Prof. Christoph Frank
Research project: Raubkunst: il mercato dell'arte e le acquisizioni illecite nella Svizzera Italiana tra il 1940 e il secondo dopoguerra
Il progetto analizza i traffici d'arte illeciti legati alle requisizioni naziste nella Svizzera Italiana dal 1940 al dopoguerra. La ricerca si concentra sull'attività dei collezionisti locali, passati e presenti, e valuta la legittimità delle collezioni pubbliche conservate nella regione.
Oltre al contesto locale, il progetto include uno studio internazionale, esaminando documenti di gallerie e mercanti d'arte in Ticino, Svizzera francese, Svizzera tedesca, Francia, Italia, Stati Uniti e altre aree significative per il mercato dell'arte dell'epoca. L'obiettivo finale è chiarire il ruolo della Svizzera Italiana nel traffico illecito d'arte durante il nazismo, contribuendo alla comprensione del fenomeno a livello europeo e mondiale.
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Teresa Montefusco - La produzione di stampe a Roma tra la fine del Settecento e il primo quarto dell’Ottocento: dinamiche, profili e contesti
Supervisors: Prof. Christoph Frank; Prof. Carla Mazzarelli
Research project: La produzione di stampe a Roma tra la fine del Settecento e il primo quarto dell’Ottocento: dinamiche, profili e contesti
Il progetto è finalizzato allo studio dell’attività degli incisori di traduzione e di vedute architettoniche a Roma tra la fine del Settecento e i primi trent’anni del secolo successivo. Un tema sino ad oggi affrontato dalla storiografia principalmente riguardo all’attività di queste figure per Antonio Canova e l’indagine su pochi profili, non approfondendo altri aspetti della realtà calcografica e del contesto in cui gli incisori documentati a Roma in quegli anni operarono. Punto di partenza della ricerca è l’analisi della produzione delle stampe indagate in quanto storia visiva dell’arte e della fortuna di temi ed artisti, nella prospettiva degli studi condotti da Evelina Borea. La ricerca intende procedere partendo primariamente dallo scavo sulle fonti archivistiche e a stampa, nell’intento di documentare nel modo più completo possibile attività e presenze a Roma degli incisori del periodo preso in esame. La raccolta dei dati ha come fine quello di mettere a fuoco nodi, personalità e direttrici del mercato calcografico da Roma verso l’Europa, delineando il milieu culturale alla base del sistema di produzione e diffusione delle stampe e le occasioni che contribuirono all’orientamento del “gusto”.
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Guglielmo Nicelli - San Maurizio al Monastero Maggiore e le ‘chiese doppie’ dei monasteri di clausura femminili osservanti nella diocesi di Milano nel Cinquecento
Supervisor: Prof.ssa Daniela Mondini
Co-supervisor: Dr. Sergio Bettini
Research project: San Maurizio al Monastero Maggiore e le ‘chiese doppie’ dei monasteri di clausura femminili osservanti nella diocesi di Milano nel Cinquecento
In un periodo di profonda crisi per la Chiesa - schematicamente identificabile tra la seconda metà del XV secolo e il Concilio di Trento - la ricostruzione della chiesa di S. Maurizio al Monastero Maggiore di Milano (1503) sembra avere efficacemente intercettato le necessità e i desideri della società religiosa e laica del tempo, che proprio in questo edificio si radunava. Questa ha infatti offerto un paradigma formale ripreso in vari conventi femminili della diocesi nel corso del XVI secolo. Il caso di San Maurizio appare di particolare interesse in quanto non risulta essere conseguente ad un particolare Concilio o Bolla; l’architettura costruita sembra invece anticipare l’architettura scritta e descritta. In un momento di particolare libertà e morbidezza della regola della clausura, l’architettura costruita interviene, attraverso una forma, per impartire un nuovo ordinamento ai monasteri femminili: darsi una struttura architettonica significa darsi una regola.L’obiettivo di questa ricerca è indagare le vicende relative all’architettura di S. Maurizio e le ragioni del suo successo come prototipo di chiesa claustrale femminile nella diocesi milanese nel corso del XVI secolo.
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Ludovico Pevere - Casa Millan-Leme di Paulo Mendes da Rocha
Supervisor: Prof. Sonja Hildebrand
Co-supervisors: Prof. Daniele Pisani (Politecnico di Milano) and Prof. Angelo Bucci (FAU USP, MIT Architecture)
Research project: Casa Millan-Leme di Paulo Mendes da Rocha
La ricerca si inserisce nel più ampio quadro degli studi dedicati a Paulo Mendes da Rocha e colma un ambito ancora poco esplorato nella letteratura critica, poiché casa Millan-Leme, oggetto di questo dottorato, non è stata ancora sottoposta a una lettura monografica sistematica.
Assumendo il periodo 1960-2000 come quadro temporale di riferimento, l’analisi si articola in tre ambiti principali: il primo riguarda la lettura architettonica e storico-critica dell’edificio; il secondo approfondisce la committenza e il contesto culturale e artistico che ne accompagna la storia; il terzo esamina le condizioni sociopolitiche, economiche e lo sviluppo urbano di San Paolo, al fine di comprendere a fondo le logiche che gravitano attorno all’opera architettonica.
La metodologia si fonda su una critica delle fonti intesa come scomposizione analitica del progetto basata sui disegni e testi che lo accompagnano, volta a mettere in luce contraddizioni interne, rapporti con la committenza, condizioni materiali di produzione e orizzonti simbolici. A detta critica si affiancano un’analisi genetica delle diverse versioni e fasi progettuali e uno studio compositivo orientato a ricostruire principi ordinatori e relazioni spaziali.
L’obiettivo è restituire casa Millan-Leme come dispositivo critico capace di condensare le trasformazioni di un lungo arco storico e culturale, e verificare se essa costituisca un unicum nella produzione residenziale di Mendes da Rocha.
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Luca Piccoli - Il cantiere della Museografia nella Roma del Settecento
Supervisor: Prof. Carla Mazzarelli
Co-Supervisor: Prof. Chiara Piva (Università di Roma - La Sapienza)
Research project: Il cantiere della Museografia nella Roma del Settecento
Il progetto esplora la fondazione dei primi musei pubblici di Roma attraverso le esperienze e i contatti degli addetti alla configurazione materiale degli spazi espositivi, gettando nuova luce sulle motivazioni alla base delle scelte di allestimento, nonché sull’influenza del pubblico nel dialogo costitutivo di questi spazi. Particolare attenzione verrà posta sugli incontri materiali del pubblico: adottando una prospettiva comparativa e transnazionale, i musei verranno analizzati come parte di una rete di visita urbana definita dai visitatori stessi, comprensiva di spazi pubblici e privati, a Roma e in altri centri della cultura europea. Combinando fonti d’archivio e rilievi architettonici, la ricerca intende dunque inscrivere le vicende di progettazione dei primi musei pubblici nel dibattito di rinnovamento delle pratiche espositive del Settecento, dalla fondazione del Museo Capitolino all’apertura del Museo Pio-Clementino e del Musée du Louvre. Nel tentativo di fornire una storia dei musei all’interno di un rapporto di influenze reciproche, si preciserà come i comportamenti del pubblico hanno contribuito a dare forma agli spazi espositivi, nonché il ruolo delle istituzioni nel disciplinare e condizionare lo sguardo del pubblico stesso.
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Julian Raffetseder - Subtropical Vienna. Designing Urban and Architectural Ventilation for a Collective Form of Climate Adaptation
Supervisor: Prof. Sascha Roesler
Co-supervisor: Prof. Jonathan Sergison; Prof. Dr. Karin Raith (University of Applied Arts Vienna)
Research project: Subtropical Vienna. Designing Urban and Architectural Ventilation for a Collective Form of Climate Adaptation
As central European cities are converging to the subtropical climatic zone, strategies of climate adaptation are required. To this aim, the dissertation project “Subtropical Vienna” investigates how the consolidated urban arrangement of buildings creates zones of thermal difference (Microclimates) and how their design can be employed in a ventilation-based strategy of urban climatization. Vienna ranges among the most affected cities by future heat waves in Europe due to its population density and can therefore be considered as an ideal test case. The potential of urban and architectural ventilation in the climate change adaptation of Vienna will be explored on three design case study sites within distinct urban fabric types. In continuation of a European history of architectural climatic design research, the study will employ evidence-based design criteria through ethnographic surveys, sensory data collection and computational climate simulations.
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Marta Spanevello - La terza collezione di Giuseppe Panza di Biumo (1987-2010): raccolta, curatela e sperimentazioni museografiche
Supervisors: Prof. Christoph Frank; Prof. Carla Mazzarelli
Research project: La terza collezione di Giuseppe Panza di Biumo (1987-2010): raccolta, curatela e sperimentazioni museografiche
Giuseppe Panza di Biumo (Milano, 1923 – 2010), attraverso l’acquisizione di più di tremila opere, ha svolto un ruolo determinante nel raccogliere, documentare ed esporre l’arte statunitense del secondo dopoguerra. In oltre quaranta anni di ricerca, il collezionista ha creato un fondo unico e prezioso di lavori che egli ha selezionato in tre differenti fasi: una prima raccolta - dal 1943 al 1966 che include lavori di grandi esponenti dell’Espressionismo Astratto, dell’Informale Europeo e della Pop Art - , una seconda - dal 1968 al 1976 che raccoglie lavori di esponenti dell’arte Minimal, Concettuale, Ambientale e della Light Art e una terza collezione in cui, dopo un’interruzione negli acquisti durata dal 1976 al 1987, volge il suo interesse a nuove linee di ricerca: l’arte organica, la pittura del monocromo e l’arte di piccole dimensioni. Parallelamente all’attività collezionistica, Giuseppe Panza si dedica a ricercare sedi museali che possano accogliere nuclei compatti di opere predisponendo anche i relativi progetti allestitivi. Oggi la collezione Panza si configura dunque come una delle vicende rilevanti nel panorama del collezionismo contemporaneo, purtuttavia la storia della sua ricezione ne esprime solo in parte la portata in quanto la terza collezione, non ha ancora trovato una completa sistemazione critica. Questo ha dunque consentito di delineare l’oggetto della ricerca nell’operato di Panza dal 1987 al 2010, ovvero la terza collezione tra raccolta, curatela e sperimentazioni museografiche. Per svolgere questo studio si intende perimetrare lo studio attraverso due principali linee di ricerca: la costituzione e ricezione della terza collezione e il ruolo dell’attività museografica svolta da Giuseppe Panza. Al centro dell’indagine sarà la collazione di documenti che compongono l’Archivio Panza Collection, raccolti da Panza con maniacale cura e archiviati negli anni con estrema precisione. Saranno innanzitutto studiate le carte conservate nell’Archivio Panza Collection di Mendrisio poiché inerenti al periodo in oggetto (1987-2010). A supporto di questa esplorazione potrebbe tuttavia risultare utile anche consultare i materiali relativi al periodo 1976-1987 oggi conservati nelle Special Collections del Getty Research Intitute di Los Angeles. Questa ricerca potrà dunque aprire all’analisi della fenomenologia di un segmento della produzione artistica americana e a considerazioni sulla storia del collezionismo della seconda metà del XX secolo tra Italia e America. Al contempo consentirà di tracciare una genealogia dei criteri espositivi che hanno guidato Panza di Biumo per giungere a una definizione del ruolo di Villa e Collezione Panza all’interno del percorso museografico e museologico del collezionista.