Tesi di dottorato in corso
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Gaetano Cascino - I visitatori dei musei di Roma nel secondo Ottocento, prima e dopo l'Unità d'Italia
Relatrice: Carla Mazzarelli
Correlatrice: Giovanna Capitelli (Università degli Studi Roma Tre)
Progetto di ricerca: I visitatori dei musei di Roma nel secondo Ottocento, prima e dopo l'Unità d'ItaliaInserita nel progetto finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero Visibility Reclaimed. Experiencing Rome’s First Public Museums (1733-1870). An Analysis of Public Audiences in a Transnational Perspective (progetto FNS-100016_212922, direzione: Carla Mazzarelli), la ricerca intende riconsiderare la storia dei musei pubblici di Roma nei tumultuosi decenni compresi tra il 1850 e il 1895 – dal progressivo indebolimento del potere temporale della Chiesa sino all’annessione dell’Urbe al Regno d’Italia e oltre - attraverso una lente per certi aspetti ancora poco impiegata per lo studio e la conoscenza delle istituzioni museali del XIX secolo: quella del ruolo del pubblico dei visitatori e delle modalità di fruizione e di ricezione degli spazi in cui le opere d’arte vengono, ad un tempo, conservate ed esposte. A fondamento della ricerca si pone una serie di fonti primarie, come le richieste e i permessi concessi per accedere ai musei e le relazioni degli addetti ai lavori dei musei Vaticani e Capitolini, vagliate secondo una prospettiva comparativa con altre geografie italiane ed europee.
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Simon Cattaneo - Reti, politica e progetti: Sergio Pagnamenta e la sfida alla dicotomia tra architettura 'intellettuale' e ‘commerciale’
Relatrice: Prof.ssa Sonja Hildebrand
Progetto di ricerca: Reti, politica e progetti: Sergio Pagnamenta e la sfida alla dicotomia tra architettura 'intellettuale' e ‘commerciale’
Sergio Pagnamenta (1923–2008) è stato un architetto luganese estremamente prolifico: titolare di uno studio di successo, ha ricoperto importanti cariche politiche e amministrative, creando un intreccio tra attività professionale e pubblica.
La ricerca si propone di colmare una lacuna negli studi sull'architettura ticinese, inserendo Pagnamenta nella discussione scientifica. Con centinaia di edifici realizzati concentrati nel luganese ha plasmato l'immagine della Lugano contemporanea. È impossibile attraversare la città senza incontrare sue opere: scuole di ogni livello, banche, complessi residenziali ed edifici pubblici testimoniano la sua influenza.
Nonostante il ruolo centrale nella trasformazione del territorio, la sua figura è oggi relegata nell'architettura di "seconda fila". La ricerca indaga questa rimozione, interrogandosi sui meccanismi che determinano la memoria architettonica e distinguono l'architettura "d'autore" da quella "commerciale", utilizzando Pagnamenta come caso studio per una riflessione sulla storiografia e sui criteri di giudizio nell'architettura del Novecento.
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Federica Chiappetta - Gli interventi di restauro sugli edifici medievali di Roma tra l’avvento del fascismo e il secondo dopoguerra. I valori espressi nella pratica istituzionale di Alberto Terenzio in relazione ai principi enunciati dalle teorie del restauro
Relatrice: Prof.ssa Daniela Mondini
Progetto di ricerca: Gli interventi di restauro sugli edifici medievali di Roma tra l’avvento del fascismo e il secondo dopoguerra. I valori espressi nella pratica istituzionale di Alberto Terenzio in relazione ai principi enunciati dalle teorie del restauro
Il progetto di ricerca intende contribuire alla conoscenza delle pratiche di restauro impiegate sugli edifici medievali di Roma, attraverso la lunga e operosa attività di Alberto Terenzio (Piacenza 1885- Roma 1957), direttore della Regia Soprintendenza ai monumenti medievali e moderni di Roma e del Lazio dal 1928 al 1952. Lo studio vuole tentare di tracciare il percorso evolutivo dei valori che hanno, in quegli anni di grandi e tumultuosi cambiamenti, indirizzato i restauri del soprintendente di Roma attraverso un’imprescindibile apertura al confronto con il panorama europeo a lui contemporaneo. A partire dai primi lineamenti normativi e pragmatici della tutela nell’Italia unitaria, la ricerca mira quindi a chiarificare il susseguirsi dei modi di restaurare le fabbriche medievali in relazione alla definizione della “moderna scuola del restauro” di Camillo Boito (1836-1914), contrapposta alla “vecchia” della Circolare Fiorelli (1882), alle trasformazioni di epoca fascista e all’indomani delle analisi prodotte dall’esperienza delle riformulazioni teoriche del periodo postbellico, ponendo quei metodi a paragone con i valori che hanno orientato, in quegli stessi anni, i criteri di restauro impiegati per la conservazione e la tutela degli edifici medievali nelle altre grandi capitali d’Europa.
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Fabrizio Gitto - La fotografia d’autore sulle riviste di architettura in Italia: contesti, personalità e narrazioni (1975-2010)
Relatrice: Prof.ssa Daniela Mondini
Progetto di ricerca: La fotografia d’autore sulle riviste di architettura in Italia: contesti, personalità e narrazioni (1975-2010)
La ricerca indaga in maniera sistematica e approfondita il ruolo della fotografia d’autore nei periodici di architettura in Italia tra la metà degli anni Settanta del Novecento e il primo decennio del nuovo millennio. Con questo studio si intende dimostrare come le riviste italiane di settore siano state per decenni tra gli strumenti più efficaci per veicolare e sviluppare la cultura fotografica contemporanea, rappresentando ancora oggi spazi di confronto dove sperimentare nuove modalità operative nel crocevia tra architettura, fotografia, editoria e grafica. Attraverso l’esame di riviste selezionate, materiali d’archivio e testimonianze orali si proporranno letture interdisciplinari in merito alla rappresentazione fotografica dell’ambiente costruito. Il risultato ottenuto sarà un bagaglio inedito di conoscenza sulla produzione professionale delle fotografe e dei fotografi coinvolti, sulla natura dei loro interventi e sui rapporti di collaborazione con le altre professionalità presenti all’interno degli staff editoriali.
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Lisa Henicz - Images of Modern Switzerland. Aerial Photographs of Walter Mittelholzer
Relatrice: Prof. Sonja Hildebrand
Co-Relatrice: Prof. Katrin Albrecht (Ostschweizer Fachhochschule)
L'aeronauta svizzero Walter Mittelholzer (1894 - 1937) è stato uno dei pionieri della fotografia aerea e cofondatore di Ad Astra-Aero e successivamente di Swissair Photo AG. Il suo talento imprenditoriale e fotografico, nonché i resoconti ampiamente pubblicati delle sue imprese aeree sopra i paesaggi alpini, l'Artico e il continente africano, hanno elevato la sua figura ad eroe nazionale in patria. Da allora la fotografia aerea ha influenzato la nostra percezione del mondo. Tuttavia, nonostante la sua importanza, non è ancora stato scritto uno studio transdisciplinare sulla rivoluzione spaziale avviata dall'aeronautica all'inizio del XX secolo, soprattutto per quanto riguarda l'architettura e l'urbanistica. La mia tesi di dottorato analizzerà sistematicamente le fotografie domestiche archiviate da Mittelholzer e il loro effetto sullo sviluppo della Svizzera moderna.
Questa tesi studierà l'impatto della fotografia aerea sulla progettazione urbana e sull'architettura, con Mittelholzer come figura centrale. Tracciando la vita e l'opera di Mittelholzer, il progetto di dottorato approfondirà gli aspetti multiformi del suo contributo e della documentazione della pianificazione urbana e dello sviluppo nazionale dell'identità svizzera nella prima metà del XX secolo. Il passaggio di Mittelholzer dalla sorveglianza aerea militare alla fotografia aerea civile esemplifica un momento cruciale nell'evoluzione di questo mezzo. Attraverso l'esplorazione delle sue immagini meticolosamente catturate di complessi industriali, città e infrastrutture svizzere, la mia tesi mira a scoprire il ruolo della fotografia aerea come strumento di pianificazione urbana. Inoltre, analizza l'attività di Mittelholzer come autore e aeronauta, esaminando le sue relazioni con i contemporanei, gli industriali e la ricezione pubblica del suo lavoro. Analizzando le intenzioni che hanno portato a commissionare fotografie aeree e il loro successivo utilizzo nelle pratiche di pianificazione, cerca di chiarire l'impatto di Mittelholzer sulla formazione dell'immagine della Svizzera.
La mia domanda di ricerca pone la fotografia aerea di Mittelholzer come catalizzatore della costruzione dell'architettura e dell'identità svizzera, mentre la mia ipotesi suggerisce il suo impatto significativo sulla pianificazione urbana e sulla documentazione della modernizzazione della Svizzera. In definitiva, questa tesi vuole contribuire a una più profonda comprensione del ruolo della fotografia aerea nel plasmare le identità nazionali e i paesaggi urbani durante il periodo tra le due guerre.
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Elisa Malnati - Raubkunst: il mercato dell'arte e le acquisizioni illecite nella Svizzera Italiana tra il 1940 e il secondo dopoguerra
Relatrice: Prof.ssa Carla Mazzarelli
Correlatore: Prof. Christoph Frank
Progetto di ricerca: Raubkunst: il mercato dell'arte e le acquisizioni illecite nella Svizzera Italiana tra il 1940 e il secondo dopoguerra
Il progetto analizza i traffici d'arte illeciti legati alle requisizioni naziste nella Svizzera Italiana dal 1940 al dopoguerra. La ricerca si concentra sull'attività dei collezionisti locali, passati e presenti, e valuta la legittimità delle collezioni pubbliche conservate nella regione.
Oltre al contesto locale, il progetto include uno studio internazionale, esaminando documenti di gallerie e mercanti d'arte in Ticino, Svizzera francese, Svizzera tedesca, Francia, Italia, Stati Uniti e altre aree significative per il mercato dell'arte dell'epoca. L'obiettivo finale è chiarire il ruolo della Svizzera Italiana nel traffico illecito d'arte durante il nazismo, contribuendo alla comprensione del fenomeno a livello europeo e mondiale.
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Teresa Montefusco - La produzione di stampe a Roma tra la fine del Settecento e il primo quarto dell’Ottocento: dinamiche, profili e contesti
Relatori: Prof. Christoph Frank; Prof.ssa Carla Mazzarelli
Progetto di ricerca: La produzione di stampe a Roma tra la fine del Settecento e il primo quarto dell’Ottocento: dinamiche, profili e contesti
Il progetto è finalizzato allo studio dell’attività degli incisori di traduzione e di vedute architettoniche a Roma tra la fine del Settecento e i primi trent’anni del secolo successivo. Un tema sino ad oggi affrontato dalla storiografia principalmente riguardo all’attività di queste figure per Antonio Canova e l’indagine su pochi profili, non approfondendo altri aspetti della realtà calcografica e del contesto in cui gli incisori documentati a Roma in quegli anni operarono. Punto di partenza della ricerca è l’analisi della produzione delle stampe indagate in quanto storia visiva dell’arte e della fortuna di temi ed artisti, nella prospettiva degli studi condotti da Evelina Borea. La ricerca intende procedere partendo primariamente dallo scavo sulle fonti archivistiche e a stampa, nell’intento di documentare nel modo più completo possibile attività e presenze a Roma degli incisori del periodo preso in esame. La raccolta dei dati ha come fine quello di mettere a fuoco nodi, personalità e direttrici del mercato calcografico da Roma verso l’Europa, delineando il milieu culturale alla base del sistema di produzione e diffusione delle stampe e le occasioni che contribuirono all’orientamento del “gusto”.
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Guglielmo Nicelli - San Maurizio al Monastero Maggiore e le ‘chiese doppie’ dei monasteri di clausura femminili osservanti nella diocesi di Milano nel Cinquecento
Relatrice: Prof.ssa Daniela Mondini
Correlatore: Dr. Sergio Bettini
Progetto di ricerca: San Maurizio al Monastero Maggiore e le ‘chiese doppie’ dei monasteri di clausura femminili osservanti nella diocesi di Milano nel Cinquecento
In un periodo di profonda crisi per la Chiesa - schematicamente identificabile tra la seconda metà del XV secolo e il Concilio di Trento - la ricostruzione della chiesa di S. Maurizio al Monastero Maggiore di Milano (1503) sembra avere efficacemente intercettato le necessità e i desideri della società religiosa e laica del tempo, che proprio in questo edificio si radunava. Questa ha infatti offerto un paradigma formale ripreso in vari conventi femminili della diocesi nel corso del XVI secolo. Il caso di San Maurizio appare di particolare interesse in quanto non risulta essere conseguente ad un particolare Concilio o Bolla; l’architettura costruita sembra invece anticipare l’architettura scritta e descritta. In un momento di particolare libertà e morbidezza della regola della clausura, l’architettura costruita interviene, attraverso una forma, per impartire un nuovo ordinamento ai monasteri femminili: darsi una struttura architettonica significa darsi una regola.L’obiettivo di questa ricerca è indagare le vicende relative all’architettura di S. Maurizio e le ragioni del suo successo come prototipo di chiesa claustrale femminile nella diocesi milanese nel corso del XVI secolo.
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Ludovico Pevere - Casa Millan-Leme di Paulo Mendes da Rocha
Relatrice: Prof.ssa Sonja Hildebrand
Correlatori: Prof. Daniele Pisani (Politecnico di Milano) e Prof. Angelo Bucci (FAU USP, MIT Architecture)
Progetto di ricerca: Casa Millan-Leme di Paulo Mendes da Rocha
La ricerca si inserisce nel più ampio quadro degli studi dedicati a Paulo Mendes da Rocha e colma un ambito ancora poco esplorato nella letteratura critica, poiché casa Millan-Leme, oggetto di questo dottorato, non è stata ancora sottoposta a una lettura monografica sistematica.
Assumendo il periodo 1960-2000 come quadro temporale di riferimento, l’analisi si articola in tre ambiti principali: il primo riguarda la lettura architettonica e storico-critica dell’edificio; il secondo approfondisce la committenza e il contesto culturale e artistico che ne accompagna la storia; il terzo esamina le condizioni sociopolitiche, economiche e lo sviluppo urbano di San Paolo, al fine di comprendere a fondo le logiche che gravitano attorno all’opera architettonica.
La metodologia si fonda su una critica delle fonti intesa come scomposizione analitica del progetto basata sui disegni e testi che lo accompagnano, volta a mettere in luce contraddizioni interne, rapporti con la committenza, condizioni materiali di produzione e orizzonti simbolici. A detta critica si affiancano un’analisi genetica delle diverse versioni e fasi progettuali e uno studio compositivo orientato a ricostruire principi ordinatori e relazioni spaziali.
L’obiettivo è restituire casa Millan-Leme come dispositivo critico capace di condensare le trasformazioni di un lungo arco storico e culturale, e verificare se essa costituisca un unicum nella produzione residenziale di Mendes da Rocha.
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Luca Piccoli - Il cantiere della Museografia nella Roma del Settecento
Relatrice: Prof.ssa Carla Mazzarelli
Correlatrice: Prof.ssa Chiara Piva (Università di Roma - La Sapienza)
Progetto di ricerca: Il cantiere della Museografia nella Roma del Settecento
Il progetto esplora la fondazione dei primi musei pubblici di Roma attraverso le esperienze e i contatti degli addetti alla configurazione materiale degli spazi espositivi, gettando nuova luce sulle motivazioni alla base delle scelte di allestimento, nonché sull’influenza del pubblico nel dialogo costitutivo di questi spazi. Particolare attenzione verrà posta sugli incontri materiali del pubblico: adottando una prospettiva comparativa e transnazionale, i musei verranno analizzati come parte di una rete di visita urbana definita dai visitatori stessi, comprensiva di spazi pubblici e privati, a Roma e in altri centri della cultura europea. Combinando fonti d’archivio e rilievi architettonici, la ricerca intende dunque inscrivere le vicende di progettazione dei primi musei pubblici nel dibattito di rinnovamento delle pratiche espositive del Settecento, dalla fondazione del Museo Capitolino all’apertura del Museo Pio-Clementino e del Musée du Louvre. Nel tentativo di fornire una storia dei musei all’interno di un rapporto di influenze reciproche, si preciserà come i comportamenti del pubblico hanno contribuito a dare forma agli spazi espositivi, nonché il ruolo delle istituzioni nel disciplinare e condizionare lo sguardo del pubblico stesso.
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Julian Raffetseder - Subtropical Vienna. Designing Urban and Architectural Ventilation for a Collective Form of Climate Adaptation
Relatore: Prof. Sascha Roesler
Correlatore: Prof. Jonathan Sergison; Prof. Dr. Karin Raith (University of Applied Arts Vienna)
Progetto di ricerca: Subtropical Vienna. Designing Urban and Architectural Ventilation for a Collective Form of Climate Adaptation
As central European cities are converging to the subtropical climatic zone, strategies of climate adaptation are required. To this aim, the dissertation project “Subtropical Vienna” investigates how the consolidated urban arrangement of buildings creates zones of thermal difference (Microclimates) and how their design can be employed in a ventilation-based strategy of urban climatization. Vienna ranges among the most affected cities by future heat waves in Europe due to its population density and can therefore be considered as an ideal test case. The potential of urban and architectural ventilation in the climate change adaptation of Vienna will be explored on three design case study sites within distinct urban fabric types. In continuation of a European history of architectural climatic design research, the study will employ evidence-based design criteria through ethnographic surveys, sensory data collection and computational climate simulations.
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Marta Spanevello - La terza collezione di Giuseppe Panza di Biumo (1987-2010): raccolta, curatela e sperimentazioni museografiche
Relatori: Prof. Christoph Frank; Prof.ssa Carla Mazzarelli
Progetto di ricerca: La terza collezione di Giuseppe Panza di Biumo (1987-2010): raccolta, curatela e sperimentazioni museografiche
Giuseppe Panza di Biumo (Milano, 1923 – 2010), attraverso l’acquisizione di più di tremila opere, ha svolto un ruolo determinante nel raccogliere, documentare ed esporre l’arte statunitense del secondo dopoguerra. In oltre quaranta anni di ricerca, il collezionista ha creato un fondo unico e prezioso di lavori che egli ha selezionato in tre differenti fasi: una prima raccolta - dal 1943 al 1966 che include lavori di grandi esponenti dell’Espressionismo Astratto, dell’Informale Europeo e della Pop Art - , una seconda - dal 1968 al 1976 che raccoglie lavori di esponenti dell’arte Minimal, Concettuale, Ambientale e della Light Art e una terza collezione in cui, dopo un’interruzione negli acquisti durata dal 1976 al 1987, volge il suo interesse a nuove linee di ricerca: l’arte organica, la pittura del monocromo e l’arte di piccole dimensioni. Parallelamente all’attività collezionistica, Giuseppe Panza si dedica a ricercare sedi museali che possano accogliere nuclei compatti di opere predisponendo anche i relativi progetti allestitivi. Oggi la collezione Panza si configura dunque come una delle vicende rilevanti nel panorama del collezionismo contemporaneo, purtuttavia la storia della sua ricezione ne esprime solo in parte la portata in quanto la terza collezione, non ha ancora trovato una completa sistemazione critica. Questo ha dunque consentito di delineare l’oggetto della ricerca nell’operato di Panza dal 1987 al 2010, ovvero la terza collezione tra raccolta, curatela e sperimentazioni museografiche. Per svolgere questo studio si intende perimetrare lo studio attraverso due principali linee di ricerca: la costituzione e ricezione della terza collezione e il ruolo dell’attività museografica svolta da Giuseppe Panza. Al centro dell’indagine sarà la collazione di documenti che compongono l’Archivio Panza Collection, raccolti da Panza con maniacale cura e archiviati negli anni con estrema precisione. Saranno innanzitutto studiate le carte conservate nell’Archivio Panza Collection di Mendrisio poiché inerenti al periodo in oggetto (1987-2010). A supporto di questa esplorazione potrebbe tuttavia risultare utile anche consultare i materiali relativi al periodo 1976-1987 oggi conservati nelle Special Collections del Getty Research Intitute di Los Angeles. Questa ricerca potrà dunque aprire all’analisi della fenomenologia di un segmento della produzione artistica americana e a considerazioni sulla storia del collezionismo della seconda metà del XX secolo tra Italia e America. Al contempo consentirà di tracciare una genealogia dei criteri espositivi che hanno guidato Panza di Biumo per giungere a una definizione del ruolo di Villa e Collezione Panza all’interno del percorso museografico e museologico del collezionista.