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CFP_Seminario Work-in-Progress Internazionale_Pubblici dei primi musei pubblici II. Discorsi letterari (XVIII-XIX secolo)

V. Feoli, Veduta prospettica del Gabinetto delle Maschere nel Museo Pio-Clementino, Roma, 1790. Vienna, Albertina.
V. Feoli, Veduta prospettica del Gabinetto delle Maschere nel Museo Pio-Clementino, Roma, 1790. Vienna, Albertina.
A. Ripamonti, Interno della Pinacoteca di Brera, Milano, 1880-1890. Milano, Pinacoteca di Brera.
A. Ripamonti, Interno della Pinacoteca di Brera, Milano, 1880-1890. Milano, Pinacoteca di Brera.

Istituto di storia e teoria dell’arte e dell’architettura

Call for Papers

Seminario Work-in-Progress Internazionale

Pubblici dei primi musei pubblici
II. Discorsi letterari (XVIII-XIX secolo)

A cura di:
Stefano Cracolici (Durham University)
Carla Mazzarelli (Università della Svizzera italiana)

Segreteria organizzativa:
Gaetano Cascino (Università della Svizzera italiana)
Lucia Rossi (Università della Svizzera italiana)

Scadenza consegna abstract: 22 dicembre 2023
Comunicazione esito della selezione: 10 gennaio 2024
 

Il workshop Pubblici dei primi musei pubblici. II. Discorsi letterari (XVIII-XIX secolo) è parte integrante del progetto di ricerca Visibility Reclaimed. Experiencing Rome’s First Public Museums (1733-1870). An Analysis of Public Audiences in a Transnational Perspective (FNS 100016_212922). Il workshop è il secondo di una serie di tre seminari work-in-progress e approfondisce l’esame delle narrative letterarie fondamentali per comprendere le esperienze di visita dei primi musei pubblici. La letteratura odeporica e periegetica ha rappresentato una fonte da tempo privilegiata per indagare l’origine dei primi musei pubblici e le pratiche di accesso alle collezioni pubbliche e private in Europa. Tuttavia, alla luce di studi più recenti, volti ad approfondire la storia materiale del museo e l’incontro dei pubblici con le istituzioni, le fonti letterarie più generalmente intese meritano una rilettura sia in termini metodologici che critici. Nel momento in cui i musei hanno cercato di definire e coinvolgere i loro pubblici, la letteratura è infatti spesso diventata sia uno specchio che un modello, riflettendo e plasmando le percezioni della società. Privilegiando una prospettiva interdisciplinare e transazionale, il workshop invita ad approfondire la percezione e l’esperienza materiale dei musei, sottolineando l’interazione tra i discorsi letterari e le opere d’arte, le collezioni, l’esposizione, lo spazio, l’evoluzione delle norme istituzionali e gli stessi pubblici “raccontati” nel museo tra XVIII e XIX secolo.

Dopo la sessione inaugurale di Roma, incentrata sulle fonti istituzionali, il workshop di Durham volge lo sguardo ad un insieme ricco e variegato di narrazioni letterarie con l’obiettivo di analizzarle anche in una prospettiva comparativa con le fonti primarie. Le guide, gli appunti o i resoconti di viaggio, le corrispondenze artistiche ma anche le produzioni poetiche e i diari del Grand Tour, testimoniano nel loro insieme l’impegno artistico e letterario intrattenuto dal pubblico con lo spazio museale nel corso di due secoli. Al centro della riflessione proposta nel seminario c’è la figura dello scrittore/scrittrice come visitatore/visitatrice di un museo. Scrittori e scrittrici che visitano un museo sono spesso anche stimati poeti e autori. In ogni caso non sono mai semplici osservatori passivi; le loro prospettive critiche plasmano attivamente le dinamiche museali e le percezioni del pubblico. Le visite e le loro descrizioni letterarie, talvolta polemiche nei confronti del museo come istituzione, hanno lasciato un impatto duraturo, influenzando in modo palpabile le future generazioni di frequentatori. Il doppio ruolo di visitatore e di critico dello scrittore/scrittrice sottolinea la necessità di rivalutare tali resoconti letterari nel contesto più ampio dei Museum Studies.

Dal fascino poetico delle evocazioni liriche che catturano le emozioni di un ambiente alle descrizioni ecfrastiche che rendono le opere d’arte in parole scritte, la letteratura dell’epoca offre una visione sfaccettata dell’esperienza museale. Gli aneddoti e i resoconti di conversazioni in loco hanno fornito una finestra sull’immediatezza degli scambi, offrendo una visione delle opinioni e delle reazioni contemporanee. Le recensioni sui periodici hanno svolto un ruolo fondamentale, spesso influenzando le percezioni più ampie del pubblico, mentre il confronto tra i resoconti letterari pubblicati e quelli inediti svela le disparità di rappresentazione e ricezione dello spazio museale. Le stesse notazioni erudite dei cataloghi hanno presentato ai lettori prospettive interessanti, illustrando la convergenza tra arte, storia e ricerca scientifica. I musei sono emersi come centri di interazione sociale, dove convergevano le élite intellettuali e culturali ma non solo. Al contempo, le narrazioni letterarie intrecciavano storie che confondevano i confini tra realtà e finzione. Ogni genere ha aggiunto una voce unica, contribuendo a una comprensione completa e ricca di sfumature del periodo.

Il nostro obiettivo è inoltre quello di ampliare l’orizzonte tracciando paralleli con documentazione analoga concernente altri spazi culturali che il progetto intende studiare in termini comparativi. Si tratta di biblioteche, accademie, gallerie, collezioni private, ville, monumenti antichi e moderni, siti archeologici, luoghi di culto, teatri, atelier e altro ancora. Le seguenti domande sono state pensate per stimolare la discussione e per avviare una riflessione approfondita sull’interazione tra letterature e pubblici dei primi musei pubblici:

  • In che modo le opere letterarie contribuiscono alla costruzione di temi e stereotipi comuni associati ai pubblici dei musei?
  • In che modo la letteratura ha influenzato e plasmato l’evoluzione della cultura delle guide museali o dei ciceroni nel corso del tempo e in che misura questo impatto letterario ha modificato le esperienze e le aspettative dei visitatori nei musei?
  • Quali sono le matrici, le caratteristiche, le specificità dei generi letterari indirizzati ai frequentatori dei musei, in particolare in relazione a guide, percorsi di visita e conferenze pubbliche? Come si trasformano in base all’evoluzione e alle variazioni dei pubblici stessi dei musei?
  • In che modo la nozione di tempo durante la visita a un museo si confronta con le dinamiche temporali della narrazione letteraria?
  • In che modo le descrizioni ecfrastiche in letteratura migliorano la nostra comprensione dello sguardo del visitatore quando si confronta con l’architettura, le opere d’arte, gli allestimenti museali?
  • In che modo i vari generi letterari, come la letteratura periegetica, la corrispondenza artistica, i diari e le recensioni, fungono da fonti o da modelli per la comprensione dell’esperienza museale e del ruolo dei pubblici?
  • In che modo la pubblicazione dei resoconti letterari sulle visite ai musei si confronta o si contrappone alle fonti non destinate alla stampa, e quali implicazioni derivano da queste distinzioni nel condizionare la nostra comprensione delle esperienze museali?
  • In che modo il concetto di museo come spazio da “leggere” differisce dalla sua tradizionale percezione come spazio da “visitare” e quali sono le implicazioni di questa distinzione nei discorsi letterari e museologici?
  • In che modo la letteratura gioca un ruolo fondamentale nella creazione di orizzonti di attesa per il pubblico, influenzando idee e percezioni dei musei?
  • In che modo le differenze di genere, religione, status sociale e matrici culturali hanno influenzato la rappresentazione dei musei da parte delle scrittrici e scrittori e cosa rivelano queste diverse prospettive sulle dinamiche socioculturali delle narrazioni museali?


Invitiamo a presentare contributi che affrontino i temi e le questioni sopra elencate, sottolineando le intersezioni tra letterature e Museum Studies.

Si precisa inoltre quanto segue:

  • Per favorire il più possibile il dialogo sulle ricerche più recenti in corso sull’argomento, incoraggiamo in particolare le candidature di dottorandi/e, ricercatori/ricercatrici all’inizio della carriera che stiano attualmente approfondendo temi e fonti originali in linea con gli obiettivi del seminario.
  • Nella selezione saranno preferite le candidature che mostrano approcci di ricerca interdisciplinari. Ciò comprende l’interazione della storia dell’arte con la letteratura, gli studi di cultura visiva e altro. Le proposte che si avventurano oltre i tradizionali ambiti della storia dell’arte e dell’architettura, come la storia della lingua, la letteratura, gli studi sul turismo e la geografia, saranno particolarmente benvenute.
  • Le proposte che si collocano nell’ambito delle Digital Humanities saranno molto apprezzate. Ciò include, ma non si limita a, progetti di catalogazione, banche dati che considerano fonti letterarie concernenti le esperienze di visita e i pubblici dei primi musei pubblici o di altre istituzioni e luoghi che si intende porre a confronto (ad esempio, biblioteche, accademie, gallerie, ville, monumenti antichi e moderni).
  • Apprezzeremo molto casi di studio che adottano prospettive transnazionali e/o transregionali. Le proposte che esplorano geografie sottorappresentate nell’ambito dei Museum Studies sono particolarmente incoraggiate.
  • Il workshop si concentra principalmente sui secoli XVIII e XIX. Tuttavia, sono benvenuti anche argomenti relativi a periodi antecedenti o appena successivi (XVII-inizio XX secolo), a condizione che mantengano una chiara prospettiva comparativa con i due secoli al centro del progetto.
     

Si richiede di inviare un abstract (massimo 2.000 caratteri, spazi inclusi) accompagnato da un breve CV (massimo 1.500 caratteri, spazi inclusi) e da un minimo di tre parole chiave a: [email protected] 

  • Lingue accettate: Italiano, inglese, francese, spagnolo
  • Scadenza per la presentazione degli abstract: 22 dicembre 2023
  • I curatori comunicheranno l’accettazione delle proposte entro il: 10 gennaio 2024


Per ulteriori informazioni, contattare: [email protected] (Segretaria organizzativa: Gaetano Cascino e Lucia Rossi)

Il seminario si inserisce nell’ambito del progetto Visibility Reclaimed. Experiencing Rome’s First Public Museums (1733-1870). An Analysis of Public Audiences in a Transnational Perspective (FNS 100016_212922)

Direzione e coordinamento scientifico: Carla Mazzarelli (Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura di Mendrisio, Istituto di storia e teoria dell’arte e dell’architettura) [email protected]

Project partners: Giovanna Capitelli (Università di Roma Tre), Stefano Cracolici (Durham University), David Garcia Cueto (Museo del Prado), Christoph Frank (Università della Svizzera italiana), Daniela Mondini (Università della Svizzera italiana), Chiara Piva (Sapienza Università di Roma)